Lettori fissi

mercoledì 30 marzo 2011

GIORGIO MARINCOLA




Da molto tempo non posto, quasi due mesi. Per pigrizia e altri impegni. Mi sono perso il compleanno del mio blog e un post sul 150 mo dell'unità d'Italia. A quest'ultimo posso rimediare. Leggendo un settimanale, uno dei tanti articoli dedicati al nostro compleanno, mi sono soffermato su un trafiletto firmato Pietro Veronese. Questa è una storia che ti fa capire che bisogna sentirsi italiani  agendo, non  lamentarsi ogni giorno........Qui non funziona niente, solo in Italia si fa così.....Solo noi paghiamo........Questo non vuol dire che non ci sono problemi,  ma a un lamento  preferisco un'azione, oppure il silenzio che è d'oro! La storia narra  di un ragazzo nato da una relazione di un militare italiano, in servizio in una colonia Somala è una donna del posto. Il ragazzo infatti nasce in Africa, come anche la sorella Isabella. Tornato con il padre in Italia, cresciuto con la sua pelle scura in un'Italia delle leggi razziali. Inizia a studiare al liceo poi l'università alla facoltà di medicina. Non finisce gli studi ma si schiera con le formazioni partigiane per liberare Roma dall'oppressore arrivando fino al nord Italia, combattendo eroicamente fino alla morte nei pressi di Trento il 4 maggio del 1945.
Medaglia d'oro al valor militare alla memoria, mi hanno colpito in particolare le sue parole pronunciate alla radio "Baita" quando fu fatto prigioniero a Biella è costretto appunto a inviare un messaggio ingannevole per far cadere in trappola i suoi compagni. Lui invece cosa fa? Conoscendo il rischio, va in onda ma inviando un suo messaggio: "Sento la patria come una cultura e un sentimento di libertà, non come un colore qualsiasi sulla carta geografica. La patria non è identificabile con dittature simili a quella fascista. Patria significa libertà e giustizia per i popoli del mondo. Per questo combatto gli oppressori". La trasmissione è interrotta e Giorgio è massacrato di botte.
Questa storia mi inorgogliosce come Italiano. Sembra cosi attuale anche alla luce della cronaca di questi giorni, sentendo parole come integrazione, immigrazione, unità, libertà............
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