domenica 16 ottobre 2011

IL SEGNO DEL TEMPO CHE PASSA



Quotidianamente non riusciamo a vedere il tempo che passa, certo lo facciamo attraverso l'orologio. Ma quando ci accorgiamo realmente di questo continuo e imperterrito scorrere?
Quando vediamo vecchie  foto di due o tre anni o  filmati.

Attraverso questi vari canali notiamo la nostra trasformazione e quella degli altri. Trasformazione fisica;  più grassi, più magri, con capelli lunghi o corti, oppure cambi di abitudini di vita. Ma anche attraverso oggetti che ci circondano, che scompaiono, o ritornano di moda.

Oggetti che diventano obsoleti o addirittura inutili per l'avvento di uno nuovo oggetto o un cambiamento di  abitudine. Escludendo avvolte la tecnologia che va avanti così velocemente che rende percettibile il passaggio del tempo. Uno di questi oggetti può essere la libreria, perchè in tutto il mondo moderno, l'era digitale sta facendo diminuire anche i libri.


Di sicuro questo farà storcere il naso agli affezzionati del libro di carta. Una azienda famosa in tutto il mondo, come la Svedese  IKEA  sta cambiando infatti uno dei suoi simboli e cioè la libreria Billy nata nel 1978 pensando appunto che i  clienti la useranno sempre di più per i soprammobili, oggetti artistici o decorativi, per tante cose, tranne che per i libri davvero letti. Sono appunto questi segni evidenti del  cambiamento, la  trasformazione di un oggetto della nostra vita, ma anche l'ambiente in cui viviamo e che ci circonda.



giovedì 11 agosto 2011

CONTRASSEGNO HANDICAP


Il Contrassegno Italiano per i portatori di handicap, esposto 
sulle nostre autovetture non vale in europa.
Lo ha scoperto a sue spese, più o meno 110 €, un disabile romano in vacanza in Svezia.


Bisogna ora affrontare l'argomento senza farci trascinare dall'emozione. Io personalmente credo che il vigile non abbia sbagliato ad applicare il regolamento, certo il buon senso poteva correre in 
suo aiuto, però  non vedendo il logo conforme a quello europeo uno può anche pensare
che sia falso.
Penso dunque che il vigile non è il problema di questa storia.

Il problema si chiama “Parking Card for disable people”: è cioè  il nome del contrassegno disabili valido in tutta Europa per la sosta e la circolazione riservata.

Ma non in Italia, anche se previsto da una
raccomandazione europea del 1988 (n. 98/376/CE) 
 riconosciuta in tutti gli stati membri dell'unione Europea, senza alcun pericolo di fraintendimenti. L’Italia però non lo ha ancora: una mancanza dovuta un po’ all’inerzia del legislatore, un po’ 
al fatto che – almeno fino a qualche mese fa – la normativa sulla privacy impediva
di fatto la nascita di questo strumento. 
Ma il tempo passato è davvero tanto (23 anni)
  per non chiedersi cosa si sia fatto in questa forbice di tempo così grande?

Noi prendiamo sempre le cose con tanta superficialità è questo si ripercuote in tutti gli ambienti lavorativi, con questi risultati. Il nostro concittadino facendo un ricorso, attraverso la nostra ambasciata in Svezia, potrebbe anche non pagare la multa.
Comunque finisce la storia è risolvibile,
il brutto è quando attraverso questa superficialità succedono cose molto più gravi che possono anche far scappare un morto, a quel punto andiamo in cerca di un capo espiatorio da condannare, perdendo sempre di vista il punto iniziale da dove è partito il problema.

Vabbè ma ci sono cose più importanti,  vabbè ma se il vigile chiudeva un'occhio, 
vabbè ma è una str.ata.....Ci sono cose più importanti! ....Questo spesso è il modo 
di affrontare le cose, che si trasforma in un buco di 23 anni.

La storia è raccontata sul portale dell’Inail  superabile .it

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