giovedì 8 aprile 2010

IN LINEA ..COI TEMPI MODERNI

“ Le cabine telefoniche “ gestite da Telecom italia erano 300.000 nel 2000, oggi sono rimaste meno della metà, poco più di 130.000. L'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni (AgCom ) con una delibera ha stabilito la fine di queste colonne tecnologiche ormai obsolete. I giovani di oggi, già nati nell'era del cellulare, non soffriranno di questa notizia. Per quelli come me che le hanno usate, cercate, maledette quando non funzionavano e inveito contro chi le occupava a tempo indeterminato ; sarà un po' diverso. Non sono contro le nuove tecnologie, anzi beato telefonino che con celerità e in qualsiasi luogo può metterci in contatto con il mondo, specialmente nelle emergenze. Guardo questa notizia solo con nostalgia verso questi strumenti che hanno caratterizzato la nostra vita, destinati a restare adesso solo impressi nel nostro passato come vecchie cartoline. Spariranno con loro gran parte delle milioni di schede telefoniche prepagate (io nel mio piccolo ho una piccola collezione). Smantellate al ritmo di 30.000 all'anno, si prevede la loro fine in 4 anni. Sicuramente meglio che lasciarle marcire o bersaglio dei vandali.

mercoledì 31 marzo 2010

DUE STORIE A CONFRONTO

Il 18 marzo, Aldo Busi, in serata, abbandona l’Isola dei famosi. Cercando di sorprendere, provocare, indignare...Niente di nuovo. Tra i suoi fulmini uno colpisce il Nicaragua dove i naufraghi sono stati “sistemati”definendo la spiaggia una latrina. Quest'ultima affermazione causa un'incidente diplomatico tra Italia e Nicaragua con la conseguente conferenza stampa della produzione Rai che prende le distanze e si scusa, compreso l'intervento dell'ambasciata Italiana. Fin qui tutto va bene, giustissimo scusarsi .Se qualcuno viene a casa mia e la definisce una latrina anch'io mi offendo. All'incirca dieci giorni dopo atterrano a Malpensa ,Sebastiano Girelli e Noris Rossi, bresciani. Di ritorno da una vacanza? Non proprio! Se la sono vista brutta.

La passione per l’Asia, in particolare per l’India, è il punto di partenza per una vicenda che li ha visti protagonisti. In India i due subiscono, mentre viaggiano in treno, il furto di soldi, telefoni, videocamera e chitarra. Hanno a loro disposizione solo il biglietto per la Thailandia e lo usano. Lì, squattrinati, attendono il bonifico liberatore e passano alcune settimane. Si presentano in banca per riscuotere il denaro, ma a quanto pare finiscono nel mirino di malfattori locali. Una donna li vede ritirare il denaro e poco dopo si presenta davanti a loro con un poliziotto. «Hanno cercato di rubarmi il telefono cellulare», racconta all’agente. Inutile ogni tentativo di difesa, da parte dei due bresciani.
Che hanno raccontato -ci hanno richiesto un sacco di soldi per non denunciarci, ma noi eravamo convinti delle nostre ragioni e non abbiamo voluto pagare». Una convinzione che si è trasformata in un trampolino verso l’arresto. Prima la prigione locale, poi quella statale, a Ayutthaya. «Stavamo incatenati, in una stanza di 50 metri quadrati ed eravamo in 75. Lì dormivamo, fino alle 4 del mattino per la preghiera buddhista. Poi ci facevano cantare l’inno nazionale thailandese. Abbiamo imparato le parole come i bambini imparano le canzoni dell’Antoniano». La prima settimana è stata durissima gli dicevano che sarebbero usciti solo dopo tre anni. Poi, dopo una ventina di giorni, la cauzione di 4.000 euro fa il suo dovere e Sebi e Noris escono di prigione. In attesa del processo, hanno l’obbligo di firma. Contattano un avvocato, con questa linea difensiva: “Dite dal profondo del cuore che siete innocenti”. A quel punto prospettano “la fuga”con l'aiuto di un giornalista tedesco che si occupa di questi casi. Dopo varie tappe in giro per il mondo arrivano finalmente in Italia. «Torneremo in India - confidano a pochi metri dalla bandiera italiana che è piantata davanti all’abitazione di Sebi - ma non in Thailandia. Lì siamo sulla «lista-nera». Non posso confermare il racconto dei due ragazzi perché non li conosco personalmente, ma se è vero mi chiedo quanto vale la vita di un cittadino italiano all'estero?
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