domenica 28 aprile 2013

GESTO FOLLE



L'episodio, avvenuto poche ore fa a Montecitorio, merita approfondimenti.
Io prendo solo come spunto quello che sembrerebbe (uso non a caso il condizionale sottolineato) il gesto di un folle per parlare di follia.
Chi è folle, pazzo, instabile, ha bisogno di cure e non necessariamente tutti i giorni va in giro travestito da malato. Può vivere una vita in equilibrio in un ambiente familiare e lavorativo che concilia tutto ciò e/o con l'aiuto di farmaci.
Non per forza, nella sua vita, devono esserci episodi  di escandescenza o atti estremi. 
I veri malvagi possono essere  quelli che coscientemente, subito dopo questi gesti, cercano di dare un connotato/significato che più si avvicina al proprio pensiero, ma che molto si allontana dalla realtà.
 Mi spiego: se subito dopo si sente politici dire che queste cose succedono quando si alzano i toni, o giornalisti di caratura parlare di apologia di reato, o collegare questo gesto o altri episodi alla situazione non certo brillante che attraversa il paese, si fa a mio modesto giudizio un grave errore!
Queste persone hanno una malattia che purtroppo non sono dei virus o batteri identificabili per produrre subito una cura, ma hanno una visione distorta della realtà.
L'innesco che può far scattare la molla per compiere atti estremi di autolesionismo o omicida possono essere molteplici ma non sono di sicuro motivi IDEALISTICI.
Possono essere episodi che tutti i giorni accadono a tutti noi nella vita, ma che in un momento di non equilibrio producono azioni illogiche, da non confondere con uno scatto d'ira.
Anche quest'ultimo può produrre effetti disastrosi, ma resta isolato nel contesto in cui si svolge.

mercoledì 6 febbraio 2013

Ultimo Film di Robert Zemeckis "FLIGHT"

 "FLIGHT"




CON: Denzel Washington, Margaret Thomason, Harling Mays, Nicole Maggen, Hugh lang, Katerina Marquez, Charlie Anderson, Ken Evans, John Goodman


TRAMA: Su un volo di linea, il comandante Whip Whitaker (Denzel Washington) è costretto ad un'atterraggio di fortuna in un prato. Nell'impatto muoiono quattro passeggeri e due membri dell'equipaggio, quella che viene giudicata una manovra eccezionale del comandante, viene poi macchiata  dalla scoperta dell' abuso di alcool e droghe fatto  prima di partire e durante il volo.
Anche dopo, in corso di indagini, il comandante non riesce a smettere di bere. Non solo, una serie di eventi lo favoriscono ma lui non li coglie, non accettando l'aiuto di amici e di una donna conosciuta in ospedale.
Alla fine durante l'udienza della commissione, nello stupore generale, ammette di aver bevuto alcool durante il volo.
Questo perché si paventava di accusare  un'assistente di volo, morta quest'ultima durante l'atterraggio, con cui il comandante aveva una relazione.

COMMENTO PERSONALE: Non pensate che è solo la storia di una catastrofe con relativa indagine. All'interno ci sono significati che rendono la visione piacevole.

Il tema dell'abuso di alcool, la non accettazione di essere bisognosi di aiuto è purtroppo un punto dolente in questo film come nella vita. Le conseguenze derivanti da tutto questo poi sono avvolte catastrofiche.

Un intrecciarsi di eventi tendono a rendere inpunito il comandante, un sindacato che lo aiuta e un buon avvocato che rende il test sul sangue eseguito subito dopo l'atterraggio invalidato.

Molti potrebbero incastrarlo, ma le loro convizioni morali o religiose vanno a favorire il comandante. Quest'ultimo si redime solo alla fine quando potrebbe salvarsi dalla pena di detenzione accusando di aver visto  bere l'assistente di volo morta.
Questo intacca il suo senso di colpa che gli fa confessare la verità. 

Bravo Denzel Washington, ma mi è piaciuto tantissimo John Goodman che mi è sembrato Walter il personaggio del film " Il grande Lebowsky" ma moralmente opposto.

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