Lettori fissi

lunedì 1 febbraio 2010

condom antistupro

Questa è una notizia curiosa che ha suscitato tante polemiche, ci sono voluti quasi due anni di test e ora è realtà. Il preservativo antistupro è il frutto del lavoro di una donna da sempre in prima linea nel combattere le violenze. Sonnette Ehlers, sudafricana, per motivi professionali ha avuto a che fare con molte vittime di stupri e ha deciso di contribuire di persona al fine di debellare un crimine orrendo.L’idea è tutto sommato semplice. Una membrana di plastica dura che, al suo interno, nasconde aculei e protuberanze. Questa sorta di preservativo va inserito nella vagina e si avvinghia letteralmente attorno al pene, una volta che questo vi entra in contatto. Al malcapitato non resta altro da fare che darsi alla fuga perché non c’è modo di staccare la guaina se non tramite un intervento chirurgico. L’inventrice auspica che ogni medico che si dovesse confrontare con la rimozione del rape axe avverta le autorità, per consegnare lo stupratore alla giustizia.C’è un sito dedicato a questa invenzione (http://www.antirape.co.za) sul quale si possono leggere istruzioni all’uso e avvertenze, oltre alle impressioni e alle domande che vengono poste a Sonnette Ehlers tramite un forum apposito. Voi cosa ne pensate siete pro o contro
la notizia è apparsa su alcuni quotidiani free e online

2 commenti:

zula73 ha detto...

Non so se sia una soluzione... lo stupro forse si evita e quindi una mostruosità magari non può essere compiuta, ma se non si può togliere, un eventuale marito o fidanzato ...che fine fanno???
Ciao è il mio primo commento mentre scorrevo il tuo blog (pubblicizzato da Lucia).
Non so se ho fatto brutta figura, nel presentarmi fermandomi a commentare proprio questa, ma tra il tragico e il comico , questo post mi ha fatto riflettere: per certi problemi non c'è mai una soluzione facile...l'unica soluzione sarebbe che non ci fossero violenze punto e basta!
A presto.
Nunzia

gianni ha detto...

Certo e difficile parlare di questi temi.Non si può sapere se sia la soluzione giusta, come non si può comprendere chi ha subito una violenza.Una donna che è vicina alle vittime di violenza ha concepito questa idea, estrema opinabile, violenta a sua volta.Ma comprensibile.

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