Lettori fissi

sabato 17 dicembre 2011

Ultimo film di Woody Allen "Midnight in Paris"

 Regia: Woody Allen
 Con: Owen Wilson - Rachel McAdams - Michael Sheen -
Nina Arianda -Kurt Fuller - Tom Hiddleston - Corey Stoll -
Mimi Kennedy -Adrien Brody - Marion Cotillard -
Alison Pill - Kathy Bates - Gad Elmaleh -


Trama: Una coppia americana Gil e Ines, sono in procinto di sposarsi. Si ritrovano a Parigi con i genitori di lei, in città per affari. Incontrano una coppia di amici di Ines che stravolgerà per certi versi il loro soggiorno. Gil è uno sceneggiatore di filmetti con ambizioni letterarie, per allontanarsi dall’amico petulante si ritrova a girovagare fino a perdersi per le strade di Parigi, compiendo un salto temporale negli anni venti, quando arte e cultura erano al centro del mondo in quella città. Incontrandosi  con tanti miti culturali di quel tempo.


Commento personale: Come sempre Woody Allen infarcisce i propri film di frustrazioni personali che si proiettano sullo spettatore. La principale frustrazione è la convinzione che il nostro presente è misero, insignificante pensando  che le epoche che ci hanno  preceduto  sono  sempre le più belle e le più meritevoli da vivere. Il sogno che al rintocco della mezzanotte  lo proietta nel passato lo fa scappare dalla dura realtà, fatta di insoddisfazioni reali. Di vili scelte dettate dalla paura delle conseguenze. Questi incontri però gli danno quella forza di cambiare la propria vita. Fino a decidere di lasciare quel mondo di sogno, dove aveva incontrato anche una donna bellissima, per ritornare nel presente con la convinzione della propria scelta letteraria e di vivere a Parigi. 

Adrien Brody
Marion Cotillard.













Mi è piaciuto Adrien Brody nella parte di Salvator Dalì, bella e brava Marion Cotillard.

domenica 16 ottobre 2011

IL SEGNO DEL TEMPO CHE PASSA



Quotidianamente non riusciamo a vedere il tempo che passa, certo lo facciamo attraverso l'orologio. Ma quando ci accorgiamo realmente di questo continuo e imperterrito scorrere?
Quando vediamo vecchie  foto di due o tre anni o  filmati.

Attraverso questi vari canali notiamo la nostra trasformazione e quella degli altri. Trasformazione fisica;  più grassi, più magri, con capelli lunghi o corti, oppure cambi di abitudini di vita. Ma anche attraverso oggetti che ci circondano, che scompaiono, o ritornano di moda.

Oggetti che diventano obsoleti o addirittura inutili per l'avvento di uno nuovo oggetto o un cambiamento di  abitudine. Escludendo avvolte la tecnologia che va avanti così velocemente che rende percettibile il passaggio del tempo. Uno di questi oggetti può essere la libreria, perchè in tutto il mondo moderno, l'era digitale sta facendo diminuire anche i libri.


Di sicuro questo farà storcere il naso agli affezzionati del libro di carta. Una azienda famosa in tutto il mondo, come la Svedese  IKEA  sta cambiando infatti uno dei suoi simboli e cioè la libreria Billy nata nel 1978 pensando appunto che i  clienti la useranno sempre di più per i soprammobili, oggetti artistici o decorativi, per tante cose, tranne che per i libri davvero letti. Sono appunto questi segni evidenti del  cambiamento, la  trasformazione di un oggetto della nostra vita, ma anche l'ambiente in cui viviamo e che ci circonda.



giovedì 11 agosto 2011

CONTRASSEGNO HANDICAP


Il Contrassegno Italiano per i portatori di handicap, esposto 
sulle nostre autovetture non vale in europa.
Lo ha scoperto a sue spese, più o meno 110 €, un disabile romano in vacanza in Svezia.


Bisogna ora affrontare l'argomento senza farci trascinare dall'emozione. Io personalmente credo che il vigile non abbia sbagliato ad applicare il regolamento, certo il buon senso poteva correre in 
suo aiuto, però  non vedendo il logo conforme a quello europeo uno può anche pensare
che sia falso.
Penso dunque che il vigile non è il problema di questa storia.

Il problema si chiama “Parking Card for disable people”: è cioè  il nome del contrassegno disabili valido in tutta Europa per la sosta e la circolazione riservata.

Ma non in Italia, anche se previsto da una
raccomandazione europea del 1988 (n. 98/376/CE) 
 riconosciuta in tutti gli stati membri dell'unione Europea, senza alcun pericolo di fraintendimenti. L’Italia però non lo ha ancora: una mancanza dovuta un po’ all’inerzia del legislatore, un po’ 
al fatto che – almeno fino a qualche mese fa – la normativa sulla privacy impediva
di fatto la nascita di questo strumento. 
Ma il tempo passato è davvero tanto (23 anni)
  per non chiedersi cosa si sia fatto in questa forbice di tempo così grande?

Noi prendiamo sempre le cose con tanta superficialità è questo si ripercuote in tutti gli ambienti lavorativi, con questi risultati. Il nostro concittadino facendo un ricorso, attraverso la nostra ambasciata in Svezia, potrebbe anche non pagare la multa.
Comunque finisce la storia è risolvibile,
il brutto è quando attraverso questa superficialità succedono cose molto più gravi che possono anche far scappare un morto, a quel punto andiamo in cerca di un capo espiatorio da condannare, perdendo sempre di vista il punto iniziale da dove è partito il problema.

Vabbè ma ci sono cose più importanti,  vabbè ma se il vigile chiudeva un'occhio, 
vabbè ma è una str.ata.....Ci sono cose più importanti! ....Questo spesso è il modo 
di affrontare le cose, che si trasforma in un buco di 23 anni.

La storia è raccontata sul portale dell’Inail  superabile .it

domenica 31 luglio 2011

NEPOTISMO STORICAMENTE TRAMANDATOCI

Quando  parliamo della figura del Papa oggi, siamo lontani dai predecessori, non solo in ordine di tempo ma anche di comportamenti.  
Camillo Borghese fu eletto papa nel maggio del 1605 col nome  Paolo V.
Si impegnò a estendere la potenza della  famiglia Borghese  facendo apportare anche modifiche architettoniche alla città di Roma.
Affidò infatti a Carlo Maderno la  modifica del progetto di  Michelangelo della Basilica di San Pietro, modificando non solo la pianta ma  l'iscrizione anche nel timpano, al centro del nuovo amplissimo frontone, un gigantesco
                                               «PAULUS V BURGHESIUS»
(il testo completo dell'iscrizione recita «IN HONOREM PRINCIPIS APOST(olorum) PAULUS V BURGHESIUS ROMANUS PONT(ifex) MAX(imus) AN(no) MDCXII PONT(ificati) VII»).

Il Papa aveva un nipote; Scipione Caffarelli "poi" Borghese, fu adottato dallo zio materno e fatto cardinale, potendo dunque usare per il potere il nome dei Borghese. Fu un'eclettico e avido collezionista di opere d'arte, non si faceva scrupolo di entrarne in possesso anche con mezzi illegali, come nel caso dei 107 dipinti confiscati al pittore Giuseppe Cesari, detto Cavalier d’Arpino, o del celebre dipinto di Raffaello chiamato “la Deposizione di Cristo”, fatto addirittura rubare da una cappella privata nella chiesa di San Francesco a Perugia.


Disse in seguito ai derubati che lo aveva fatto perché quel dipinto era importante per il cammino di fede del Papa.
Con le classiche modalità del Nepotismo diffuso nell'epoca, ebbe un enorme potere come segretario pontificio e accumulò enormi ricchezze, tramite tasse e imposte papali, ed acquisì grandi proprietà per la famiglia Borghese.
Oggi la villa Borghese a Roma è diventata proprietà dello stato ed è visitabile, anche il magnifico quadro "rubato" di Raffaello.

mercoledì 11 maggio 2011

BOB MARLEY 30° anno dalla morte


A Saint Ann in Giamaica, il 6 febbraio del 1945 nasceva il figlio di un ex ufficiale della marina di origini inglesi e una giovane donna di colore,Cedella Booker, nasceva dunque BOB MARLEY. Questa mattina ascoltando radio deejay sono venuto a conoscenza del 30° della morte di questo cantante che è diventato nel tempo un'icona . Nel 1966 con il gruppo di The Wailers, inizio' a incidere i primi successi, nello stesso anno il matrimonio con Alpharita Costancia Anderson (Rita Marley) che lo inizio' al rastafarianesimo, una dottrina religiosa basata sulla Bibbia che riconosceva nel re d'Etiopia, Haile Selassie, il proprio profeta. Fù anche la data che in qualche modo segnò la sua vita o meglio dire morte! Perché? Si narra che nel 1977  scoprì la malattia che lo avrebbe ucciso. Appassionato del gioco del calcio,durante una partita con gli amici, dopo un fallo di gioco si fece male a un alluce e da li  gli diagnosticarono poi un melanoma. Si dice quindi, ma non è una notizia ufficializzata mai dalla sua famiglia, che Marley rifiuto' i trattamenti medici in virtu' della sua fede Rasta e il male progredi' inesorabilmente, fino alla morte a Miami l'11 maggio del 1981. Marley verra' ricordato in una puntata speciale di ''Dixit Stelle'' interamente dedicata al profeta del reggae, che andra' in onda domani 11 maggio alle 21.00 su Rai Storia, canale digitale terrestre, satellitare free e tv sat.

giovedì 21 aprile 2011

ALBERTO SAVINIO TORNA A MILANO


Trent’anni di assenza per rivedere a Milano Alberto Savinio con una mostra  a Palazzo Reale che celebra  l’opera di un artista a 360°.
“Alberto Savinio. La commedia dell’arte”,  il titolo della mostra promossa dall’Assessorato alla Cultura del Comune e prodotta da Palazzo Reale con  (Gruppo 24 Ore), è in programma dal 25 febbraio al 12 giugno 2011. L’esposizione, curata da Vincenzo Trione, è divisa in cinque sezioni ed è accompagnata, in apertura e chiusura, dalla voce di Toni Servillo che legge una selezione di testi saviniani dedicati all’arte e al teatro. La mostra ha il sostegno dell’Archivio Savinio di Roma, presenta oltre 100 opere di cui 10 inedite. Fratello del più famoso/conosciuto  Giorgio de Chirico, Savinio (1891-1952) ha attraversato tutta la prima metà del XX secolo, anticipando il postmoderno nelle arti, dalla letteratura alla pittura. Compie esercizi legati alla tradizione  figurativa italiana: guarda alla dimensione del mito, apportando su questo materiale trasgressioni iconografiche. I suoi mostri e animali fantastici, dalle sembianze umane  fanno pensare ai mutanti che riempiono i romanzi  e i films di fantascienza” dagli anni 80 a oggi.
La domanda nasce spontanea, perché si chiama Savinio se è il fratello di Giorgio De chirico? Perchè Savinio è lo pseudonomo di Andrea Francesco Alberto de Chirico.

mercoledì 30 marzo 2011

GIORGIO MARINCOLA




Da molto tempo non posto, quasi due mesi. Per pigrizia e altri impegni. Mi sono perso il compleanno del mio blog e un post sul 150 mo dell'unità d'Italia. A quest'ultimo posso rimediare. Leggendo un settimanale, uno dei tanti articoli dedicati al nostro compleanno, mi sono soffermato su un trafiletto firmato Pietro Veronese. Questa è una storia che ti fa capire che bisogna sentirsi italiani  agendo, non  lamentarsi ogni giorno........Qui non funziona niente, solo in Italia si fa così.....Solo noi paghiamo........Questo non vuol dire che non ci sono problemi,  ma a un lamento  preferisco un'azione, oppure il silenzio che è d'oro! La storia narra  di un ragazzo nato da una relazione di un militare italiano, in servizio in una colonia Somala è una donna del posto. Il ragazzo infatti nasce in Africa, come anche la sorella Isabella. Tornato con il padre in Italia, cresciuto con la sua pelle scura in un'Italia delle leggi razziali. Inizia a studiare al liceo poi l'università alla facoltà di medicina. Non finisce gli studi ma si schiera con le formazioni partigiane per liberare Roma dall'oppressore arrivando fino al nord Italia, combattendo eroicamente fino alla morte nei pressi di Trento il 4 maggio del 1945.
Medaglia d'oro al valor militare alla memoria, mi hanno colpito in particolare le sue parole pronunciate alla radio "Baita" quando fu fatto prigioniero a Biella è costretto appunto a inviare un messaggio ingannevole per far cadere in trappola i suoi compagni. Lui invece cosa fa? Conoscendo il rischio, va in onda ma inviando un suo messaggio: "Sento la patria come una cultura e un sentimento di libertà, non come un colore qualsiasi sulla carta geografica. La patria non è identificabile con dittature simili a quella fascista. Patria significa libertà e giustizia per i popoli del mondo. Per questo combatto gli oppressori". La trasmissione è interrotta e Giorgio è massacrato di botte.
Questa storia mi inorgogliosce come Italiano. Sembra cosi attuale anche alla luce della cronaca di questi giorni, sentendo parole come integrazione, immigrazione, unità, libertà............

lunedì 31 gennaio 2011

SI PUO' FAREEEEEE


Per chi vuole andare al cinema, per vedere un cult-movie, torna il capolavoro di Mel Brooks, Frankenstein Junior, naturalmente in versione rimasterizzata e  restaurata. L’appuntamento è per il 2-3 febbraio, ed I fan di tutta Italia non stanno nella pelle, già si preannuncia il pienone per uno dei film comici più amati di sempre. Per sapere quali cinema proietteranno il film potete andare sul sito della Nexo.


Questa iniziativa non resterà isolata si preannuncia la proiezione di altri capolavori da sempre molto amati come: Via col vento, Rocky, Il padrino, Grease, A qualcuno piace caldo, La febbre del sabato sera, Wall street, Colazione da Tiffany, Psycho, Un uomo da marciapiede, Jesus Christ Superstar, Gli intoccabili, Edward mani di forbice, Forrest Gump, Hollywood party, e ancora altri.

L’elenco dei cinema che aderiscono all’iniziativa è disponibile e quotidianamente aggiornata sul sito www.nexodigital.it.

sabato 29 gennaio 2011

Ieri ricorreva il 25° Anniversario della tragedia del CHALLENGER


Ben 25 anni fà, nel cielo una scia bianca lasciata dallo shuttle improvvisamente si interruppe, un 'esplosione che lasciò il mondo attonito, era il 28 gennaio 1986. Le immagini della tragedia del Challenger sono ancora indimenticabili a 25 anni da quello che all'epoca era l'incidente piu' grave mai avvenuto nelle imprese spaziali.
Purtroppo 17 anni piu' tardi  un altro shuttle, il Columbia, esplose nel  febbraio 2003.
Il Challenger si disintegro' sull'Atlantico, al largo delle coste della Florida alle 11:39, ad appena 73 secondi dal lancio avvenuto dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral. Quest'ultima tragedia è più viva in me forse solo perchè più recente. Lo shuttle era al suo decimo volo e alla missione


vi  partecipavano sette astronauti: il comandante Francis Scobee, il pilota Michael Smith, gli specialisti di missione Judith Resnik, Ronald McNair e Ellison Onizuka, Gregory Jarvis, Sharon Christa McAuliffe.
A causare l'incidente fu un guasto ad una guarnizione. La navetta si disintegro' letteralmente e con essa ando' in frantumi il sogno americano dello spazio. Ci vollero due anni prima che il programma riprendesse i voli.

mercoledì 12 gennaio 2011

IL "SANTO CANE" SAN GUINEFORT DI BORGOGNA

 




La leggenda narra di un cane levriero di nome Guinefort, di guardia in un castello. Un giorno un Cavaliere suo padrone, al rientro dalla caccia trovò la culla rovesciata di suo figlio di pochi mesi e quella vista lo scosse. Il  cane  aveva le zampe insanguinate e il bambino  non si trovava , il cavaliere pensò quindi che il cane l'avesse sbranato. Con rabbia estrasse la spada e lo uccise. Poco dopo si udì il bambino piangere con vicino una vipera che era stata uccisa dal cane. Scoperto l'errore il cavaliere seppellì il cane in una tomba che grazie al passaparola divenne ben presto meta di pellegrinaggio da parte di fedeli che cercavano grazie per i loro bambini.
Questo accadde nel XIII secolo, con il passare del  tempo la sua figura fu prima assimilata a un uomo in carne ed ossa, poi nel XX secolo fù abolito il culto da parte della chiesa cattolica. La chiesa già dai tempi di Costantino ci ha abituato ad aggiustamenti o modifiche a proprio uso e consumo.
                                         Il santo si festeggiava il giorno della canicola.

venerdì 7 gennaio 2011

L'ultimo insolito volo di mille merli con le ali rosse piovuti dal cielo




Sembra il titolo di un romanzo, magari un giallo. Ma purtroppo è un fatto realmente accaduto, che sicuramente avete appreso dai giornali e telegiornali dei giorni scorsi. Qualcuno l'ha definito come un incubo degno dei films di Alfred Hitchcock, ma purtroppo a rimetterci "le penne" sono stati i poveri uccelli.
La causa? Al momento sconosciuta, si è parlato di fuochi d'artificio di fine anno, di fulmini, tornadi, avvelenamenti, grandinate ad alta quota. Ma nessuna di tutte le ipotesi avanzate trova conferma. Dopo i quasi 5.000 sterminati in Arkansas, si aggiungono altri 500 in Lousiana, è nel Kentucky sono stati trovati centinaia di altri merli morti. In un fiume dell' Arkansas sono stati trovati morti anche un migliaio di pesci tamburo, ma li è stato escluso l'avvelenamento perchè sono morti solo pesci di quella specie. Naturalmente una spiegazione scientifica esiste, (Bisogna affidarsi a veri studiosi professionisti)  bisogna attendere con pazienza. Ma una notizia del genere alimenta la fantasia dei tanti catastrofisti che con le loro teorie apocalittiche cercano di infondere terrore e paura per accaparrarsi anime ignoranti. Come diceva un filosofo del passato, molti quando si trovano davanti a un fatto incredibile trovano una bella occasione "per credere".

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